Quel ‘raid’ di un sommergibile della perfida Albione all’Argentario: 15 luglio 1943

Capita che, quando si nutrono fin da piccini grandi passioni, ci si ritrovi nel luogo di mare dove si è trascorso più tempo di tutti a domandarsi cosa succedeva lì durante l’ultima guerra.

È così che bighellonando nell’etere sotto il sole d’agosto, si scopre che nell’estate del 1943, a Porto Santo Stefano (Monte Argentario) pare fosse emerso dalle acqua cristalline un sottomarino inglese; che avesse sparato un paio di bordate con il cannoncino antiaereo sul ponte, e che si fosse dileguato dopo aver affondato un rimorchiatore – il Robusto – invece di centrare le motozattere ‘Marinefährprahm’ impiegate per ‘traghettare’ rifornimenti sulla Linea Gustav attraccate al porto. Così infatti sembra sia andata in un tranquillo giorno di luglio del ’43; e allora per curiosità, passione e mestiere, sullo stesso molo dopo un giorno trascorso in barca, parte la ricerca ‘storiografica’.

Il ‘sommergibile’ come veniva descritto, in vero sottomarino medio costiero S class della Royal Navy, che emerse al largo di Cala Grande procedendo in rotta sul porto più importante dell’Argentario, era l’HMS Simoon (P225), ai comandi del tenente di vascello (Lt.) Geoffrey Deryck Nicholson Milner; insignito alla Distinguished Service Cross e deceduto in azione.

HMS Simoon , sottomarino classe media S

Con 600 tonnellate di dislocamento e 33 membri d’equipaggio il Simoon aveva varcato Gibilterra il 15 maggio del 1943 e dopo aver bassato le bocche di Bonifacio, aveva raggiunto la Sicilia con l’ordine di partecipare alla copertura dell’Operazione Husky – il primo sbarco degli alleati in Europa. Giunto nelle acque dell’Argentario nella seconda settimana di luglio, attaccò immediatamente il convoglio italo-tedesco composto dal mercantile Tigrai e dalla nave rifornimento Romagna, e scortato dai posamine tedeschi R6 e R16, al largo dell’Isola del Giglio. Lanciò senza successo una salva di siluri dalle coordinate 42°29’N, 10°46’E. Privo di alcun bottino, due giorni dopo (15 luglio), notata una parziale inattività militare nell’area, emerse al largo di Cala Grande procedendo sul vicino porto e aprendo il fuoco in superficie da 42°31’N, 11°04’E con il pezzo antiaereo montato a proravia. Un siluro lanciato in direzione dell’imboccatura del porto venne invece fermato dalla rete antisommergibile.

L’azione, osservata dalla popolazione civile poiché totalmente inaspettata, iniziò alle 15.45 e venne interrotta secondo il diario di bordo dal sopraggiungere di ‘una coppia di aerei nemici’. Il Robusto, rimorchiatore di 200 tonnellate proveniente da Portoferraio venne colpito a poppa affondando nel porto. Il sottomarino inglese, che si immerse con gran fretta, continuò a girovagare per le acque del Mediterraneo tra Genova e la Corsica, attaccando tra le altre anche l’incrociatore Giuseppe Garibaldi e il cacciatorpediniere Gioberti al largo di Levanto. Dei sei siluri lanciati, due andarono a segno affondando il Gioberti.

L’HMS Simoon, dichiarato perso in azione il 23 novembre dello stesso anno, doveva proseguire nella sua missione nel Mediterraneo pattugliando i mari tra Naxos e Mykonos, in Grecia, ma urtò una mina che ne causò l’affondamento e la morte di tutto l’equipaggio al largo di Bozcaada, Turchia. Ecco come passare un giorno di mare, quando si è appassionati di storia e si è curiosi dalla nascita.

di Davide Bartoccini

Porto Santo Stefano, foto aerea durante bombardamenti USAF

Davide Bartoccini
dav.bartoccini@gmail.com
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