Corrono i Sidewinder dalla Muerte Negra: la guerra aerea nei cieli delle Falklands

Al largo delle Isole Sandwich, nome derivato dal medesimo lord a quale si deve il brevetto del panino imbottito (per non privarsi di tempo quando impegnato al nobile gioco del Whist)un caccia imbarcato a decollo verticale Sea Harrier è appena saltato dallo sky-jump di una portaerei britannica che incrocia nell’Atlantico meridionale. È l’H.M.S. Invincible, inviata dalla lady di ferro Margaret Thatcher per proteggere i possedimenti d’oltre mare scompigliati dallo stesso vento che attanaglia le fredde albe della Terra del Fuoco: minacciati dalla rivendicazione dell’Argentina che vi condivide quel clima tutt’altro che mite. Il Sea Harrier FRS.1, soprannominato dai piloti argentini che ne hanno già incontrato uno ‘la muerte negra‘, per via della sua scura livrea antracite sulla quale spiccano appena le coccarde rosse e blu a bassa visibilità, è lo 006, appartiene al 801 Naval Air Squadron del Fleet Air Arm e sotto il casco da volo verde oliva scuro, fregiato della grande croce bianca per l’alta visibilità in caso di soccorso in mare, c’è il tenente Nigel ‘Sharkey’ Ward.

È il 21 maggio del 1982, di li a poco Sharkey  si scontrerà in aria con maggiore Piuma, che vola per Fuerza Aérea Argentina insieme un’altra coppia di Dagger: i Mirage construiti in Israele su licenza. Sono tutti e tre parte della formazione a quattro sezioni del 6° Grupo de Caza inviata nella baia di San Carlos per attaccare le navi britanniche che sono di scorta alle unità da sbarco. I Dagger volano quasi a pelo d’erba, tra le colline, per non farsi individuare dai radar che porterebbero subito al lancio dei missili anti aerei Sea Wolf. In rinforzo ai Dagger arriveranno di li a poco gli Skyhawk A-4 del 5° Grupo de Caza-Bombardeo. Sulla formazione in attacco a ‘saturazione’ le navi inglese lanciano praticamente tutto ciò che hanno: sparano con le mitragliere Oerlikon, con i cannoncini antiaerei Bofors; con le armi leggere individuali presenti a bordo, e addirittura con i razzi di segnalazione. Tutto pur di colpire gli aerei nemici; ma servono i caccia delle portaerei. Sono indispensabili o potrebbe andare a finire veramente male. Arriveranno.
Ward e Piuma sono “due” dei tanti “uomini calvi che si litigano un pettine”, secondo qualcuno che commentò a quel modo brillante la guerra per le Falklands. Il caccia argentino vola a zig-zag, inseguito dalla muerte negra lanciata dall’Invincibile. Si è allontanato in tutto fretta dalla baia, e  Ward che non molla gli sta alle calcagna; da tutta manetta per inseguire Piuma, che pesa parecchio, anche con i serbatoi provati: miglia e migliaia di chilogrammi portati da un motore Snecma che sprigiona una potenza sconvolgente per i suoi sensi. Piuma Non riesce a seminarlo. Agganciato. Il guanto bianco da volo di Ward stringe la cloche, uno scongiuro, lancio.. e il Sidewinder alloggiato sotto l’ala corta della muerte parte nella sua corsa. Il missile air-to-air scalda l’aria lasciando una fulminea scia di condensa, là, nello stesso vento gelido che sconvolge anche la Terra dei Fuochi. Non sbaglia. Il caccia argentino cade, abbattuto dopo una fiammata. Sharkley ha fatto centro. Abbatterà tre velivoli in quel mese: l’ FMA IA 58 Pucará del maggiore Carlos Tomba e un aero da trasporto C-130 Hercules, oltre il Mirage V del maggiore Piuma. Al suo ritorno sul ponte della Invincible verrà acclamato come un eroe, e in Inghilterra esibirà la Distinguished Service Cross sulla divisa blu pallido della RAF.

 

Badacarratz a caccia di portaerei

Su una pista di gelido cemento al culmine della Terra dei Fuochi, i piloti della 2 Escuadrilla de Caza y Ataque della 3 Escuadra Aeronaval siedono nei loro Super Etendard in attesa dell’ordine di decollo. Il loro obiettivo: individuare e affondare le portaerei inglesi. Sono altri uomini ‘calvi’ in lotta per quel maledetto e freddo pettine. Uno dei loro porta folti baffi scuri, come quelli di Groucho Marx; si chiama Augusto Bedacarratz, capitano di fregata. Il 20 aprile schizza via dalla costa di Rio Grande con il suo gregario, Armando Mayora. Radente a 15 metri sulla creste delle onde atlantiche sfugge ai radar inglesi in cerca di qualcosa di ‘grosso’. Sono il cacciatorpediniere H.M.S. Sheffield e la fregata H.M.S. Yarmouth. Arrivati in prossimità delle due unità da battaglia, gli ‘stendardi’ della Fuerza Aérea Argentina si alzano di quota, 40 metri, per agganciare i bersagli e lanciare i loro missili antinave Exocet. Gli inglesi a quell’altitudine li ‘tanano’ con i loro radar, e fanno decollare immediatamente una coppia di Sea Harrier; ma Bedacarratz è a tiro utile, e come un gaucho ordina il lancio delle sue bolas antinave. A 40/50 chilometri dalle navi inglesi gli Exocet tagliano le onde diretti sull’acciaio. Uno dei due centra lo Sheffield e ne causa l’affondamento, l’altro manca di un soffio la Yarmouth e cade in mare dopo aver esaurito il propellente liquido. È comunque un successo indiscutibile e il muso dei due Etendard viene fregiato con la prima piccola sagoma bianca di una nave da guerra segnata da una croce rossa: la kill score la Sheffield.
di Davide Bartoccini

L’hangar della portaerei inglese H.M.S. Hermes con i suoi Sea Harrier

Davide Bartoccini
dav.bartoccini@gmail.com
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