Uno Spitfire caduto in Sicilia: atterraggio d’emergenza sulla spiaggia di Scoglitti

Le onde tiepide della risacca, sbattono sulle raffinate ali ellittiche di un caccia inglese; provocando un rumore sordo e continuo. Uno Spitfire dalla livrea bluastra, tipica dei giorni dell’assedio di Malta e dell’Operazione Pedestal posa a mezz’acqua sulla battigia di Scoglitti, nella nostra bella Sicilia.

È il 9 settembre del 1942. Attorno all’aereo, il miglior caccia di Albione, soldati italiani dagli ampi caschi coloniali e le braghe corte si affollano con donne e curiosi: tutti accorsi ad ammirare il prodigio della guerra scesa dall’aria e venuta da lontano. Lontano davvero, perché a bordo di quel caccia contrassegnato dalla lettera X, targato dal seriale BR112 c’era un americano; si chiama Claude Weaver, detto ‘Weavy’, arruolato nella Royal Canadian Air Force e arriva dall’Oklahoma. Una manciata di minuti prima, Weavy era su per aria, il fuoco incrociato della contraerea lo bersaglio e gli provoca danni al motore – qualcuno parla di un colpo andato a segno da parte di un Macchi MC.202 della 352ª Squadriglia cacciaPerdita di potenza e lo Spit Vc, con il caratteristico filtro dell’aria per i climi tropicali che lo fa somigliare il muso a quello di un pellicano di ferro, va giù, ma è ancora governabile; la spiaggia di Scoglitti è un buon posto del un atterraggio forzato che ha successo. Il tempo di saltare fuori dall’abitacolo con il kit di sopravvivenza e una piccola bussola c’è; ma non quello di distruggere l’aereo affinché non finisca in mano nemica e per darsi alla fuga. I carabinieri lo prendono prigioniero e lo scortano nella mensa comune degli ufficiali italo-tedeschi del paese vicino – sarà la sua ‘prigione’ per una settimana; prima di essere tradotto come POW – prisonier of war – al Campo 50, presso località Poggio. Lì viene sistemato in una cella con un sergente australiano della RAF che parla in modo strano, fa troppe domande e non si ricorda troppe cose dell’Inghilterra. È una spia. Ma Weawy non ci casca. Trasferito a Chieti tenta di fuggire più di una volta nel ’43, una di queste cercando sfruttare le fognature, ma non va. Un salto dal muro delle recinzione sotto il naso di una sentinella tedesca lo riporta sulla strada della libertà nel mese di settembre, dopo un anno di prigionia.. ma è lunga per raggiungere le linee amiche.

Ci riuscirà, ma verrà abbattuto da un Fw190 mentre era sullo Spitfire MA642 in volo su Amiens, Francia. Il 28 gennaio 1944. Venne insignito della DFC, durante il conflitto ebbe 12 vittorie omologate.

di Davide Bartoccini

 

 

 

 

 

 

 

Davide Bartoccini
dav.bartoccini@gmail.com
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