Gli ‘strani lanci’ dalle piattaforme volanti: portaerei antesignane del RNAS nel 1918

Sembra strano a dirlo, ma le portaerei da 100,000 tonnellate come la USS Nimitz, o l’appena varata HMS Queen Elizabeth, sono figlie mastodontiche di piccole piattaforme di decollo lunghe appena una ventina di metri, chiamate Flying Boat o ‘Seaplane Lighters‘.  Impiegate da un altro antesignano, il Royal Naval Air Service – corpo aereo della Royal Navy che presto sarebbe divenuto Fleet Air Arm, queste chiatte pontate, motorizzate e trainate, sono le più antiche “navi portaerei” del mondo.

Il loro scopo principale era quello di lanciare velivoli per esplorazioni ricognitive dal ponte costruito sopra piccole imbarcazioni, in una funzione anti-zeppelin, e per aumentare la ridotta autonomia dei piccoli biplani appositamente modificati: gli Ship’s Camel 2F1 o gli idrovolanti Curtiss. Secondariamente, queste imbarcazioni trainate da cacciatorpediniere venivano trasportate come basi di pattugliamento avanzate.

I Lighters, che sembrano poco più di chiatte, erano in realtà imbarcazioni estremamente sofisticate e attentamente progettate. Lunghe approssimativamente 60 piedi, e largo quasi 40, aveva uno scavo “vee” dal pescaggio ridotto, appositamente studiato per facilitare le operazioni di trainaggio che avveniva ad una velocità di 30 nodi; per la conseguente fase di semi-planaggio e per rompere le onde potenzialmente pericolose per l’aereo a cui davano un ‘passaggio’. Durante il lancio, i battelli venivano parzialmente allagati per immergersi leggermente.

Progettate a partire dal settembre del 1916 da John Porte, comandante del RNAS a Felixstowe, si basavano sull’idea di aumentare il raggio d’azione e di pattugliamento degli idrovolanti Felixstowe F2A – soprattutto nel Mare del Nord, dove era necessario osservare i movimenti della flotta tedesca. Abitualmente le ‘barche volanti’ erano trainate di notte ad alta velocità, per mantenere la segretezza; l’equipaggio viaggiava a bordo del cacciatorpediniere e poco prima dell’alba, veniva  trasferito sui lighter per scaldare i motori dell’aeromobile e prepararsi alla fase di sganciamento. Tutti i prototipi vennero elaborati da Thornycroft di Southhampton, iniziando i test nel giugno 1917 e dimostrando una successo tale da ordinare la produzione iniziale di 25 unità per poi arrivare a 50 – per motivi bellici ne vennero consegnate solo 32 in varie versioni prodotte dai Royal Engineers di Richborough, nel Kent. Il primo venne consegnato nel maggio del 1918.

Un’azione degna di nota si registrò l’11 agosto del 1918, quando un Sopwith Camel 2F1 (N6812) decollato da un lighter e pilotato dall’ufficiale della RNAS  S. D. Culley, distrusse lo Zeppelin L53 a 18.700 piedi. Gli idrovolanti Zeppelin, impiegati fin dall’inizio del conflitto in operazioni di bombardamento su obiettivi militari, potevano trasportare fino a 25 chili di bombe esplosive e incendiarie. L’unico esemplare di Ligther, recuperato dal Tamigi nel 1996 e restaurato, l’Admiralty Seaplane Lighter H21, è esposto al Fleet Air Arm Museum.

di Davide Bartoccini

 

Davide Bartoccini
dav.bartoccini@gmail.com
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