Ultimo duello in Corea: quando l’elica battè il jet per l’ultima volta

È l’8 agosto del 1952, quando il tenente del Fleet Air Arm britannico P. “Hoagy” Carmichael sta volando in formazione con altri 3 caccia SeaFury decollati dalla portaerei HMS Glory. Devono portare a temine una delle tante missioni di “attacco al suolo” sul 38° parallelo. Fanno parte dell’802° Squadron, unità tra le fila del contingente imbarcato del Commonwealth, inviato su tre portaerei – due inglesi e una australiana – a supportare lo sforzo che intende respingere l’occupazione comunista della penisola coreana. Devono attaccare una via di rifornimento strategica dalla quale passano i rifornimenti cinesi diretti a Pyongyang, e hanno gli occhi aperti per i Mig cinesi che potrebbero sorprenderli in ogni momento.

È l’alba, il sole si staglia sulle cime montagnose ancora parzialmente innevate, quando nella radio il gregario di Carmichael avverte: “Mig! Mig a ore cinque!”. Alla sinistra della formazione, una coppia di jet a reazione MiG-15 ammantati dal sole che riflette l’argento del loro rivestimento spartano, punta dritta su di loro. Si veleranno essere 8. Un superiorità schiacciante.

Invece di virare in una brusca ritirata, e lasciarsi difendere dall’anti-aerea alleata dietro una “linea sicura”, gli inglesi rompono la formazione pronti ad ingaggiare il duello. Motori a pistone fabbricati in Inghilterra contro getti a reazione costruiti in Unione Sovietica. I piloti della Royal Navy si aprono a forbice per attirare su di loro gli inseguitori. Ognuno dei SeaFury punta a ritagliarsi un angolo di tiro in deflessione, se l’opportunità si presenta. I MiG si dividono in gruppi di due, ciascuno in volo su due “Furie”. Nel turbine delle manovre aeree che aprono il duello dell’aria, un MiG entra nel collimatore di “Hoagy”, che approfitta della frazione di secondo giusta per scaricare una raffica dai suoi 4 cannoncini Hispano da 20 mm. Finirà tutto in appena 3 minuti. I MiG se la battono in rotta.

Anche gli altri piloti, il sottotenente Haines, il tenente Davis e il sottotenente Ellis, hanno fatto fuoco per far battere in ritirata i MiG affidati forse a piloti poco esperti. Uno di loro, quello centrato da Carmichael, mentre si allontana dalla scontro lascia una lunga scia di fumo nero. Hoagy tende il collo per affacciarsi dall’abitacolo, oltre il tettuccio a goccia, mentre la formazione si ricompone per tornare alla portaerei, e nota che il MiG cade in una brusca virata, per poi perdere quota fino a schiantarsi a terra. Sarà la prima e l’ultima vittoria britannica registrata durante la guerra di Corea; ma anche uno degli ultimi storici duelli dell’aria nel quale un motore della veccia guardia, ha battuto in manovra un jet a reazione dalle capacità indubbiamente superiori.

Quella che venne accredita come una vittoria individuale è stata definita dallo stesso capo squadriglia del Fleet Air Arm una vittoria condivisa e portata da un eccellente gioco di squadra. Le tattiche utilizzate dai cinesi, dimostrano l’incapacità di sfruttare la superiorità dei loro velivoli e il vantaggio di velocità. Prendendo una batosta notevole dai caccia britannici che atterravano sul ponte con una vittoria in tasca. La prima dal termine della seconda guerra mondiale.

di Davide Bartoccini

Davide Bartoccini
dav.bartoccini@gmail.com
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