Il coraggio di Dio: gli eroi dell’affondamento del Dorchester

C’è un libro intitolato  “Sea of Glory “, che viene dato da studiare nei corsi per diventare cappellani militari. Racconta una versione romanzata dell’incredibile storia del USAT Dorchester, una nave da trasporto truppe affondata da un u-boot il 3 febbraio 1943. A bordo c’erano quattro cappellani: due protestanti, uno cattolico e un rabbino.

Nella notte alcuni siluri lanciati dal sommergibile tedesco, l’U-223, centrano la nave, che fa parte di un grande convoglio diretto in Inghilterra dal Canada. Di lì a poco sarebbe colata a picco. Tutti corrono a indossare il salvagente, nel trambusto e nelle fiamme, quando il rabbino nota che c’erano giovani soldati che non avevano giubbotti di salvataggio, e i giubbotti erano finiti. Allora lui e gli altri cappellani si tolsero i loro e glieli donarono. Il libro, scritto da un parente di uno dei cappellani, alla fine descrive tre dei quattro uomini in piedi a braccetto mentre la nave affondava nell’oceano gelido, e i soldati che non sanno nuotare urlano di paura, e le lance delle altre navi del convoglio cercano di salvarli dalla morte nel mare. Di 921 anime, solo 227 ebbero salva la vita. E qualcuno raccontò di quella notte.

Ebbene sembra che i quattro cappellani, a un passo dalla fine, iniziarono a cantare uno stretto all’altro non si sa bene cosa, ma forse l’inno sacro  Sh’ma Yisrael. Questa era l’ultima immagine che rimase impressa di loro, in piedi, insieme, uniti nel fare ciò che dovevano fare: “salvare gli altri”. I quattro uomini di dio si chiamavano George L. Fox , Alexander D. Goode, Clark V. Poling e John P. WashingtonFurono insigniti tutti e quattro della Medal of Honor, la menzione del Congresso riportava il seguente:

“Il 2 febbraio 1943 il sottomarino tedesco U-223 individuò il convoglio in movimento e ingaggiò le navi, sparando un siluro che colpì il Dorchester poco dopo la mezzanotte. Centinaia di uomini hanno lasciato i ponti della nave che affonda rapidamente e sono fuggiti verso le scialuppe di salvataggio. Molte delle scialuppe di salvataggio erano state danneggiate e i quattro cappellani cominciarono a organizzare i soldati spaventati. Distribuivano giubbotti di salvataggio da un armadietto; quando la scorta di giubbotti di salvataggio si esaurì, ognuno dei cappellani diede il proprio ad altri soldati. Quando le ultime scialuppe di salvataggio furono distanti dalla nave, i cappellani pregavano con quelli che non potevano scappare dalla nave che affondava. 27 minuti dopo il lancio del siluro, il Dorchester scomparve sotto le onde con 672 uomini ancora a bordo. L’ultimo vide i quattro cappellani, erano in piedi sul ponte, con le braccia legate e pregando e cantando insieme.” 14 luglio 1960. Queste la parole in terra per consegnare le medaglie postume al cielo, o alla profondità degli abissi, dove forse, loro, ancora insieme osservano, il mondo.

 

di Davide Bartoccini

Davide Bartoccini
dav.bartoccini@gmail.com
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