Un ammiraglio nei cieli d’Inghilterra: quei “pochi dei pochi”

Forse è stato proprio il titolo di un libro dedicato anche a Lui, ad essere emblematico nel descrivere i piloti della Royal Navy che presero parte alla Battaglia d’Inghilterra: si intitolava ” The Few of the Few”, i pochi dei pochi.

Arthur G. Blake infatti, classe 1917, soprannominato ‘ the Admiral’, era uno di quei pochi. Arruolatosi nel Fleet Air Arm, la forza aerea della RN, l’Ammiraglio ottenne le ali nell’inverno del 1940, e quando nell’estate del 1940 la RAF si trovò a dover contrastare la schiacciante superiorità aerea tedesca, venne trasferito al 19° Squadron di base a Duxford. Lì l’Ammiraglio, che continuava a vestire il suo elegante blazer da Marina, non si distinse solo per la divisa: abbatté sul suo Supermarine Spitfire Mk.II (P7423, seriale QV Y) tre caccia BF-109, un bombardiere HE-111 e danneggiò un BF-110 e un Dornier Do-17. Si guadagnò così il titolo di ‘asso’.

Fraterno amico del pilota scrittore Richard H. Hillary, conosciuto ai tempi di Eaton, quando studiavano insieme prima della guerra, sopravvisse ai giorni più duri dello scontro nei cieli d’Inghilterra, ma venne abbattuto da un ‘Emil’ nei cieli dell’Essex il 29 ottobre. Il suo Spit cadde proprio nei pressi di London Road. E per l’ammiraglio, non ci fu scampo.

Nella foto in cima alla pagina, posa sorridente appeso all’elica tripla ‘Rotol‘ del suo caccia, con addosso la divisa della Fleet Air Arm, che indossò sempre con fierezza, e che gli valse quel soprannome così altisonante: Ammiraglio. Durante la battaglia d’Inghilterra turno 56 i piloti della Marina a battersi con i tedeschi nel cielo. Sette di loro trovarono la morte. Quattro di loro divennero assi.

di Davide Bartoccini

 

Davide Bartoccini
dav.bartoccini@gmail.com
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